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Sul sito latelanera.com Daniele Bonfanti spiega agli scrittori cos’è la sinossi e come utilizzarla. Consigli e lezioni.  Link: http://www.latelanera.com/scritturacreativa/lezioni/lezione.asp?id=31

Il posto delle parole

I tuoi occhi racchiudevano le sfumature del mare e in quell’istante, incrociarono la calda ambra dei miei. Fu subito chiaro che il nostro amore sarebbe stato indissolubile, esclusivo e puro. Nessuno aveva mai fatto breccia nel tuo cuore, ci ero riuscito solo io.  Ti avevo conquistato fino in fondo. Il nostro rapporto simbiotico era invidiato e ammirato da tutti. Ci prendevamo cura uno dell’altra con così grande e spontanea dedizione da rendere eteree anche le piccole attenzioni. Quello che ad altri costava fatica, a noi non richiedeva il minimo sforzo.

Tu avevi accettato il mio spirito errabondo. Ero vagabondo per natura. Di tanto in tanto sparivo per qualche giorno, avevo bisogno di inebriarmi del mondo. Adoravo ascoltare frammenti di vita, annusare nell’aria il sentore della primavera o calpestare la prima neve in cima alla collina. Poi arrivò quel giorno. Passando in mezzo a un paese semi deserto ho visto quella donna, curva e sola, portava sulle spalle tutto il peso della vita.  Dai suoi occhi uscivano dolore e rassegnazione.

Tu non potevi affrontare la vita in una così brutale solitudine e ora nemmeno io. Mi sentivo egoista e meschino a viaggiare mentre tu avevi il deserto intorno. Domare il mio spirito vagabondo fu facile, era troppa la gioia della condivisione. Per non cedere alla fuga, di tanto in tanto andavo in riva al lago, vicino a casa nostra. Il silenzio, l’acqua ferma e i grandi spazi, riuscivano a calmare la mia frenesia.

Dormivamo abbracciati e ci preoccupavamo di ogni piccolo movimento estraneo all’abitudine. Era bellissimo guardarci negli occhi prima di dormire. I nostri occhi dicevano molte più cose di quante avrebbe mai potuto fare il linguaggio.

Tu cucinavi per me ed io rimanevo incantato davanti alle tue mani che preparavano piatti semplici, ma che a me sembravano le migliori creazioni culinarie esistenti. Il momento in cui la cucina era invasa dai profumi del timo selvatico e del basilico, era il migliore della giornata. Qualsiasi cosa facessimo insieme, aveva un sapore particolare, rasserenava entrambi.

Tu facevi un mestiere antico. Io adoravo seguirti per i pendii, alle volte avevano dislivelli impossibili, in mezzo a boschi di castagni e faggi, ma io non demordevo e arrancando, ti stavo dietro. Rimanevo incantato nel constatare con quanta maestria esercitavi la tua arte. Spesso ci fermavamo ad ammirare l’aspetto imponente e contorto degli alberi: tu mi raccontavi la loro storia e mi insegnavi ad ascoltare la loro voce nel vento. Appena raggiunta la porzione di bosco scelta, “il chiaggio” la chiamavi, iniziavi ad abbattere gli alberi. Eri un boscaiolo esperto. Ti bastavano due sguardi per capire come tagliare il tronco per farlo cadere diritto, esattamente dove ti serviva, in uno spazio ridotto di pochi metri. Il rumore della motosega percuoteva le mie orecchie, fino a lasciare il posto a un crescente scricchiolio che terminava in un tonfo sordo.

Tu adoravi anche andare a ballare nelle balere estive. Io, con pazienza ti aspettavo mentre eseguivi giri di valzer, non capivo quel ritmo, anche se avevo provato ad accompagnarti con qualche salto. Ti preferivo boscaiolo, cuoco o frequentatore del bar dove si raccontavano tante storie da ascoltare con bramosia. Pendevo dalle tue labbra. Otto anni, fu questo il nostro periodo felice.

Poi ti sei ammalato, di nuovo. Avevi già avuto il cancro, ma io non ti conoscevo ancora. Ho capito che stavi male ancora prima di te, lo sentivo. Questa volta il tarlo è stato più crudele: ha spazzato via le tue forze con velocità e io non riuscivo a guardare. Sentivo la tua paura e la tua impotenza, ma ho trovato la forza per starti accanto. I nostri occhi continuavano a comunicarsi il nostro infinito amore.

Poi una notte, mentre dormivi lui ti ha portato via da me. Il mio dolore è stato straziante. Mi avevano privato dell’amore più grande della mia vita, più importante della mia libertà. Sono uscito dalla casa, la tua. Non ti avrei mai più rivisto. Mi sono seduto di fronte ed ho aspettato che ti portassero via. Nessuno poteva consolarmi. Nessun abbraccio, nessuna carezza o parola, avrebbe potuto cambiare nulla.

Sono tornato ad essere vagabondo, ma sono rimasto nei paraggi. Ogni giorno torno di fronte a quella casa e ricordo i tempi felici. La finestra della cucina ha le imposte chiuse, la casa è muta e il camino non fuma. Quelli del paese sono gentili con me, ma nessuno sostituirà mai le tue attenzioni. Spesso mi viene offerto un pranzo, ma non ha il tuo profumo. Mi rimane la tua auto, dove ora dormo, lì c’è ancora il tuo odore. Conservo la coperta che mi hai regalato. Ora la vita sarà diversa. Mi ricorderò sempre di te, Sandro il boscaiolo dagli occhi color del mare che amarono tanto i miei, ambrati e leali, gli occhi di un meticcio che avevi chiamato Argo.

Interessanti book trailers da vedere, nuovi libri da esplorare e uno spazio dedicato ai libri su You Tube. 

http://www.youtube.com/user/booktrailer?blend=7&ob=5

Walking in London

Modi di vita alternativi.
Essere sempre se stessi, liberi da schemi.
Non ti interessare delle persone, ma delle loro idee.

Un video youtube che mi è piaciuto per l’approccio – incisivo e illuminante – risponde perfettamente alla domanda “che messaggio deve passare?” Inoltre è possibile scaricare gratuitamente la guida su http://www.ebookvanilla.it/ che spiega come realizzare un book trailer.Immagine anteprima YouTube

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Voci

Voci? Urli? Divulgazione? Protesta?

Mattina in giallo

Una fila di Fiat 500 gialle, colora un’assonnata domenica mattina in piazza Vittorio Veneto.

Sonno

Sonno agitato da tormenti.  Imprigionata tra fogli di cotone e immagini mischiate e confuse, come in un trailer. Pensieri si accavallano e scorrono veloci come gli indici della Borsa di Milano. Fino a quando non arrivi tu e ti sdrai accanto a me. Mi baci la mano e mi tiri il braccio, adatti il tuo corpo al mio. Ci abbracciamo, respiriamo. Ritrovo la pace, mi addormento stretta a te, ascoltando le vibrazioni delle tue fusa.

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